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FOTO DEL GIORNO
- Martedì, 16 Ottobre 2018
Caposele - Materdomini 1027 visualizzazioni
DATA 16 Ottobre 2018
ORA 12:00
 
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LUOGO Materdomini
COMUNE Caposele




Oggi si festeggia San Gerardo Majella, ultimo di 5 figli di una modestissima famiglia di Muro Lucano (Pz) dov'era nato il 23 aprile 1726. Essi conducevano una vita al limite della sussistenza, tanto che più d'una volta conobbero il morso della fame. Ragazzotto semplice e umile, ma molto devoto e onesto, quando ne ebbe l'età Gerardo pensò di abbracciare la vita religiosa nell'Ordine dei frati cappuccini ma questi ultimi non lo accettarono perché cagionevole di salute. Lo accolsero invece i redentoristi di sant'Alfonso de' Liguori in un loro convento presso Foggia. Umile religioso converso, attendeva tranquillamente alla propria perfezione spirituale, quando sulla sua vita si abbatté una furiosa tempesta. Una giovane donna lo accusò di atti indegni e i superiori, sant'Alfonso per primo, le credettero. E così il buon Gerardo venne privato della comunione e confinato in un convento a Caposele con la proibizione di avere contatti con l'esterno.
Il buon religioso aveva più di una prova per discolparsi, ma accettò l'increscioso episodio come un segno della volontà di Dio. Tacque, convinto che se Dio avesse voluto dimostrare la sua innocenza l'avrebbe fatto meglio di qualunque altro. E un giorno infatti la verità venne a galla, e con essa la straordinaria umiltà del religioso converso, possibile solo in un uomo molto avanti nella via della santità.
Accompagnato dall'ammirazione dei confratelli, Gerardo proseguì nel proprio cammino di perfezione. I superiori gli chiesero di trascrivere i suoi esami di coscienza: lo fece con diligenza offrendoci esempi di assoluta perfezione. Il Signore gli concesse anche la grazia di compiere miracoli. Accompagnato da quest'aura di prodigiosa santità, egli a soli ventinove anni chiuse la propria vita. Le sue ultime parole furono: «Dio è morto per me. Se a lui piace, io vorrei morire per lui». Fu beatificato da Leone XIII nel 1893 e canonizzato da san Pio X nel 1904.

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